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FROM NORTH TO SOUTH: The Archive as a Connective Map

Quale valore ha la ricerca artistica nel reinterpretare la storia e quali innovazioni apporta alla ricostruzione della memoria di una comunità? Le pratiche artistiche contemporanee che ripensano l’archivio spostano l’accento sull’individuo e su strategie di matrice più intuitiva e personale in grado di far confluire dentro documenti storici ipotesi trasversali, fiction, frammenti del privato lasciati ai margini dalle versioni istituzionali. La peculiarità del metodo creativo risiede nella capacità di connettere e riattivare una pluralità di documenti e generare nuove vie narrative che partono dal singolo e confluiscono nel mondo.

E’ dunque tramite l’artista che l’archivio diventa contemporaneo.

Le artiste presentate nella mostra FROM NORTH TO SOUTH: The Archive as a Connective Map, lavorano con l’archivio utilizzandolo come catalizzatore per creare nuovi percorsi di senso, provenienti da una precisa fonte appartenente alla nostra memoria culturale.

Servendosi di documenti che provino fatti di vita vissuta familiare, o utilizzando strategie narrative per insinuare il dubbio che la concezione della verità collettiva possa essere ridiscussa, tutte le loro pratiche sono guidate dalla intuizione, raccontando storie che non solo servono per sostenere la memoria, ma anche per seppellirla.

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In Reservoir Jolanta Dolewska traspone fotografie ereditate dal padre dopo il suo decesso assieme a scatti da lei prodotti. L’archivio del padre dell’artista, composto da foto di famiglia, documentazione tecnica, fotografie e ritratti di scuola furono scattati nel arco di tempo della sua vita da fotografo. Dolewska utilizza questo materiale come punto di partenza per un’indagine personale sulle possibilità evocative del linguaggio fotografico in relazione allo spazio privato degli affetti, e con un desiderio di costruire un discorso attorno all’immagine ritrovata.

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Il progetto ‘An Authentic Relation’ si basa su un diario trovato sull’isola brulla e desolata di Ascension nel 1726. Lo scritto fu scoperto appartenere al soldato Leenert Hasenbosch, abbandonato l’anno precedente sull’isola come punizione per reati di sodomia, e contiene descrizioni dettagliate dei primi giorni del suo arrivo fino al suo ultimo giorno di vita, sei mesi dopo. Il diario fu successivamente pubblicato in Inghilterra dove la storia subì nel corso del tempo cambiamenti e sostanziali stravolgimenti.

Il lavoro presenta fotografie prodotte durante un viaggio fatto dall’artista su Ascension Island accompagnata dal diario originale del soldato. L’immaginario elaborato dall’artista fa da referenza ai frammenti scritti creando uno spazio di astrazione dove l’osservatore può creare una sua personale cartografia e storia. ‘An Authentic Relation’ intende esplorare la nostra idea di storia come insieme di verità non fortificate bensì luogo di possibili fiction.

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Il progetto The Universe Makers è il risultato di una ricerca sull’immaginario spaziale che si propone di analizzare modelli e cliché di rappresentazione sui quali è stata edificata la nostra cultura popolare e che ancora al giorno d’oggi plasmano l’immaginario collettivo verso credenze, scenari surreali e aspettative illusorie nei confronti della scienza e dello spazio ignoto.

Parte del materiale utilizzato e rielaborato dall’artista proviene dall’archivio storico che la N.A.S.A ha di recente digitalizzato, composto una vasta collezione di immagini che servono come prove concrete della fattibilità delle esplorazioni spaziali

Salvo ci presenta scritti e immagini d’archivio interrogandosi sul loro valore informativo e sulla loro autenticità, e attraverso un processo di manipolazione delle fonti originali ricostruisce un dialogo parallelo tra evidenze di fatto e risultati ricreati artificialmente.

Federica Landi e Francesca Marcaccio Hitzeman